D.I.A.

D.I.A.

La DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) è una procedura amministrativa che semplifica e rende più veloce l’iter burocratico per la realizzazione di determinati interventi.

La legge n. 47/1985 regolamenta la DIA, che trova la sua disciplina negli articoli 22 e 23 del Testo Unico.

A partite dal 2010 a fianco a tale procedura, troviamo anche documenti più semplici come la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) e la CIL (Comunicazione di Inizio Lavori).

Questo prevede la stesura di una relazione tecnica da parte del progettista, che attesta la conformità degli interventi con la situazione urbanistica e con le norme di edilizia vigenti. Inoltre il tecnico deve presentare tutti i lavori grafici e descrittivi necessari per sottoporre il progetto.

La richiesta deve riportare il nome della persona che seguirà i lavori.

Funzioni della DIA

Inizialmente la D.I.A. serviva per la realizzazione delle opere interne, per poi estendersi a quasi tutti i lavori di edilizia come per esempio la manutenzione straordinaria, la ristrutturazione, il restauro e il risanamento conservativo.

Per gli interventi di ristrutturazione edilizia che comportano un aumento di unità immobiliari, o una modifica del volume, è stata introdotta la cd. super DIA.

Questa versione “speciale” della DIA viene inoltre utilizzata per gli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi e per opere di nuova costruzione di esecuzione diretta.

Perché richiedere la D.I.A.?

La D.I.A. è richiesta per tutti gli interventi previsti dall’art. 6 del Testo Unico, come quelli di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione.

Prima di iniziare l’esecuzione dei lavori, tuttavia, devono passare 30 giorni dalla presentazione del progetto allo Sportello Unico del Comune.

Durante il periodo dei lavori, il Comune può addirittura decidere di sospendere la richiesta di intervento.

Alla fine dei lavori, deve essere presentato un certificato di collaudo che conferma la validità delle opere eseguite.